L’Esicasmo, Yoga Cristiano – Ieromonaco Anthony Bloom

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WHAT ABOUT YOGA?

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L’Esicasmo, Yoga Cristiano

di Ieromonaco Anthony Bloom

Nella misura in cui si può definire lo yoga come una “tecnica spiritualizzante” è legittimo parlare di uno “yoga cristiano”. Lo scopo del presente studio è di farne conoscere le tecniche somato-psichiche e di spiegare il significato ed il valore che ad esse attribuiscono gli ortodossi.Per facilitare l’esposizione del soggetto si possono distinguere tre gruppi principali di esercizi ascetici:I primi non mirano che al corpo e influenzano l’anima (psyche) e lo spirito (pneuma) solo indirettamente, nella misura in cui l’uomo “totale” se ne trova modificato; sono gli esercizi di mortificazione: il digiuno, la veglia, il lavoro massacrante, la castità, ecc. I secondi piegano il corpo a certe esigenze che hanno ripercussioni dirette sulla vita psichica e indirette sulla vita spirituale: essi sono appena conosciuti in Occidente, e formeranno una parte essenziale di questo articolo.Gli ultimi sono esercizi ascetici che mettono in opera le potenze psichiche dell’uomo e hanno Continua a leggere “L’Esicasmo, Yoga Cristiano – Ieromonaco Anthony Bloom”

San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994) – Vita

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San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

San Paisios del Monte Athos (Farassa, 25 luglio 1924 – Souroti, 12 luglio 1994), particolarmente venerato in Grecia per la sua semplicità e le sue doti non comuni, è stato monaco del Monte Athos.

Vita

L’anziano Paisios del Monte Athos fu una notevole figura carismatica. Si chiamava Arsénios Eznepìdis e nacque a Farassa (in Cappadocia, oggi Feke nell’odierna Turchia) nel luglio del 1924. Il neonato Paisios, fu battezzato dal parroco del paese, un sacerdote monaco con fama di santità, Arsenio il Cappadoce. Gli diede il proprio nome. Dopo un poco la famiglia di padre Paisios, il parroco e tutto il paese lasciarono la turchia ed emigrarono in Grecia. Si stabilirono nell’isola di Corfù nella quale sant’Arsenio morì poco dopo. Da Corfù passarono a Igoumentista e da questa a Kontitsa. La loro grande povertà impedì al piccolo Arsenio di fare studi superiori. Già da piccolo si nota in lui una spiccata religiosità: amava isolarsi in preghiera nel bosco nel quale, racconta, aver avuto una visione di Cristo.

Terminato il suo servizio militare come marconista, nel 1950 spinto dal desiderio di divenire monaco si reca nel Monte Athos. Entra come novizio nel monastero di Esphigmenou. In seguito riceve il nome di postulante: Avérkios. Il 12 marzo 1956 lascia il monastero di Esphigmenou ed entra in quello di Philotheou, ed è qui che, pochi mesi dopo, prende la tonsura monastica col nome di Paisios. Il monaco aveva ardente desiderio di fare vita quasi eremitica, vivendo nel deserto dell’Athos ma ne fu impedito: “Una sera, mentre mi preparavo per partire per il deserto, improvvisamente mi aveva bloccato sul mio sgabello una forza invisibile. Quest’effetto duro per due ore. Pregavo versando lacrime quando sentii una voce: ‘Non andrai nel deserto, ma a Konitsa, dove ti Continua a leggere “San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994) – Vita”

Video: Canto dei Monaci Ortodossi del Monte Athos, Grecia

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Canto dei Monaci Ortodossi del Monte Athos, Grecia

Chiunque abbandona la sua croce non può essere degno del Signore e diventare Suo discepolo – San Sofronio di Essex, Inghilterra (+1993)

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ENGLAND OF MY HEART

San Sofronio di Essex, Inghilterra (+1993):

“Chiunque abbandona la sua croce non può essere degno del Signore e diventare Suo discepolo. Le profondità dell’Essere Divino sono rivelate al cristiano quando è crocifisso per il nostro Salvatore. La croce è il fondamento dell’autentica teologia”.

Fonte:

http://apantaortodoxias.blogspot.com/2019/07/s-sofronio-di-essex-archimandrita.html

Verso il Cristianesimo occidentale – San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

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SAINT PAISIOS OF MOUNT ATHOS

Verso il Cristianesimo occidentale

San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

Nei suoi frequentissimi incontri con le persone, padre Paisios ha avuto pure modo di confrontarsi con gente di altre fedi o confessioni cristiane. Con esse aveva lo stesso atteggiamento del santo prete che lo battezzò: amabilità ma allo stesso tempo chiarezza e solidità nelle proprie convinzioni. Riportiamo a titolo di esempio un dialogo avuto con un religioso cattolico:

“Guarda, la differenza tra l’Occidente e l’Oriente è una sola… cioè la logica [λογικη]; l’Occidente crede in essa l’Oriente crede nello Spirito Santo. Non è il Credo, il ‘Filioque’ o le altre differenze… perché il ‘Filioque’ si può anche intendere bene. È lo Spirito Santo che conta e l’unione delle Chiese si fa così; se si è uomini di Dio, se si ha lo Spirito Santo allora si è Uno… l’unione potrà avvenire tramite questa via, non tramite altre strade che sono una presa in giro e farse. Come il Patriarca Atenagora che ha preso in giro Paolo VI e Paolo VI Atenagora. Vedi, io ho fatto solo le elementari non ho studiato teologia, ho letto solo, oltre alla Scrittura, l’Everghetinòs [i Padri del deserto], l’Abbà Isacco, il Sinassario… ho sempre cercato giorno per giorno la luce dello Spirito Santo… il resto non importa. Anche in Oriente la logica sta entrando molto nella Chiesa e c’è grande confusione; la maggioranza dei vescovi pensa con lo stesso cervello e mentalità del sindaco… Invece è lo Spirito Santo che ci fa uno”.

“Lo ripeto: è la logica il male di tutto, il pensiero… A Tessalonica c’è una scuola teologica abbastanza buona, ma ad Atene…le cose più assurde vengono da lì! Fortunatamente nell’Ortodossia c’è molto sale, ma anche i nostri si stanno piegando al sistema della scienza, vanno a studiare all’estero… pensa, hanno inventato pure la scienza della pastorale per i parroci e ci mettono dentro pure la psicologia! Ma lo Spirito Santo cosa ci sta a fare? Lasciamo ai tedeschi il mestiere di pensare e pensare per fare nuovi aerei e nuove bombe…”.

“Non voglio dire che non ci sono differenze dogmatiche… ci sono… ma sono tutte riconducibili a quel male di cui ti parlavo prima [il razionalismo]”.

Nell’incontro con un cattolico padre Paisios affermò:

“Vedi, questo atteggiamento severo che c’è qui nel Monte Athos verso i romano-cattolici non è per mancanza d’amore. È come se un medico desse ad un malato dei dolci per guarirlo; no, deve dargli erbe amare. Così non si può ingannare la gente con un falso ecumenismo, ma dire le verità. Purtroppo …. anche nella Chiesa ortodossa molti imparano dall’Occidente. Bisogna invece tornare alla tradizione dei Padri… La Chiesa in Occidente si è costituita in forma di stato e ha coniato la sua moneta [νομισμα], ha sostituito il cervello allo Spirito… ma questo sta succedendo anche qui in diverse parti per imitazione e influenza dell’Occidente. Vedi, non basta la buona disposizione e l’intenzione, ma occorre aderire alla verità, quando lo Spirito illumina… Con la buona disposizione si può giungere fino ad uccidere dei monaci come ha fatto il patriarca Veccos quando uccise molti monaci nel monte Athos che si opponevano all’unione con la Chiesa d’Occidente”.

Fonte:

Hiéromoine Isaac, L’Ancien Paissios de la Sainte Montagne, L’Age d’Homme, Lausanne 2008.

Perché abbandonai la Chiesa Cattolica Romana La mia conversione all’Ortodossia╰⊰¸¸.•¨* San Martire Vescovo Paul Ballester Convalier in Messico dalla Spagna (Ex monaco Catolico)

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San Martire Vescovo Paul Ballester Convalier

in Messico dalla Spagna (Ex monaco Catolico)

╰⊰¸¸.•¨*

Perché abbandonai la Chiesa Cattolica Romana

La mia conversione all’Ortodossia

Fonte:

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L’ ARPA DI DAVIDE

Una eccezionale testimonianza storica del cammino verso la riscoperta della Fede Ortodossa e delle difficoltà che tale scelta poteva implicare negli anni ’50 del secolo scorso. Lo propongo ai lettori esattamente come scritto nella copia in mio possesso. E’ un testo lungo, ma si legge con piacere.

* * * * *

Di Paul Fr. Ballester Convalier – Atene 1954. Traduzione dal greco dell’Archimandrita Benedictos Katsanevakis, Napoli – presso la chiesa dei SS. Pietro e Paolo dei nazionali Elleni, 1955.

Al nascente movimento ortodosso italiano dedico

Invece di premessa

Nell’ottobre dell’anno scorso 1954 è sorto a Catania ed a Firenze, promosso da Italiani di puro sangue, un movimento che mira non ad un Cattolicesimo riformato, ma addirittura ad un ritorno completo e sincero alle origini, cioè alla genuina Chiesa Cristiana esistente prima del funesto grande scisma tra Oriente ed Occidente consumato dal Papa Urbano II nell’anno 1098 nel Sinodo di Bari da lui ivi convocato. I pionieri di tale movimento hanno trovato tale Chiesa primitiva nella Chiesa Ortodossa Cristiana che è infatti l’unica genuina continuatrice della Chiesa fondata da Gesù Cristo e divulgata dai SS. Apostoli.

È molto commovente il fatto che proprio in quest’anno che è il novecentesimo dagli inizi dei primi aperti contrasti ecclesiastici tra Occidente e Oriente, che condussero poi all’anzidetta separazione definitiva dell’anno 1098, ha inizio con il movimento Ortodosso italiano in parola, il ritorno alla retta dottrina di Cristo dei popoli Occidentali trascinati allo scisma. Il detto movimento Ortodosso italiano, pur giovanissimo e recentissimo, conta già in Catania ed in Firenze due Vescovi, quattro presbiteri, un diacono e circa duecento aderenti e moltissimi simpatizzanti.

Ora, il molto Rev. Paul Fr. Ballester Convalier ex Frate Francescano in Spagna – ora Presbitero Ortodosso – abbandonò anch’egli il Cattolicesimo Romano e scrisse poi in greco un opuscolo intitolato “La mia conversione all’Ortodossia” in cui espone con molta chiarezza il dramma della sua anima a tale riguardo. Egli spirito studioso, occasionalmente veniva messo in seri dubbi circa la verità di alcune dottrine fondamentali della Chiesa Romana a cui apparteneva ed ha cercato sinceramente e ad ogni costo e sacrificio di arrivare al fondo della questione. Ed è riuscito a trovarne, da solo, l’uscita dal cieco vicolo in cui inconsciamente si trovava. Il dramma spirituale esposto dal Rev. Convalier è, senza dubbio, il dramma di numerosissime altre anime incapaci di trovare l’uscita dal cieco vicolo. Per venire incontro a tale stato e specialmente a tutti i simpatizzanti del suddetto «Movimento Ortodosso italiano» sentiamo il dovere di presentare in debita traduzione il su riferito documento del Rev. Convalier, sostituendo il titolo originale: “La mia conversione all’Ortodossia” con quello: “Perché abbandonai la Chiesa Cattolica Romana”, come più adatto al contenuto e come più comprensibile ai lettori in Italia. Siamo convinti che finché l’Europa Occidentale e Centrale non sarà rieducata alla retta fede cristiana, direi riortodossata, studi sì fatti non saranno mai inutili.

Infine ringrazio il mio carissimo figlio in Cristo Sig. Augusto Scrino dell’aiuto letterario prestatomi per la sollecita traduzione del presente.

Napoli, 25 Marzo 1955.

Festa dell’Annunziazione di M. V.

† Archimandrita Benedictos Katsanevakis

* * * * *

Due parole al lettore

Non è scopo di queste pagine una personale giustificazione della conversione dell’autore all’Ortodossia, ma esse, costituiscono una testimonianza apologetica, commovente e riconoscente della purezza della fede e dell’arditezza del suo insegnamento. L’originalità del presente studio, non consiste precisamente nel tema, per il quale sono già state scritte innumerevoli opere teoriche sotto ogni punto di vista ecclesiastico, ma nella maniera originale con cui esso viene svolto. Padre Ballester non si è Continua a leggere “Perché abbandonai la Chiesa Cattolica Romana La mia conversione all’Ortodossia╰⊰¸¸.•¨* San Martire Vescovo Paul Ballester Convalier in Messico dalla Spagna (Ex monaco Catolico)”

Alla ricerca della verità – Padre. Anthony Alevizopoulos

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HAVE FAITH – ORTHODOXY

ARGOMENTI DI CATECHISMO ORTODOSSO

Alla ricerca della verità

Di: Padre. Anthony Alevizopoulos

PhD. in Theologia, PhD. in Filosofia

Fonte:

http://www.impantokratoros.gr/root.it.aspx

http://www.impantokratoros.gr/1D80C82B.it.aspx

SACRO MONASTERO PANTOCRATOR DI MELISSOHORI

Il problema di dove si trovi la verità ha occupato l’umanità attraverso i secoli; è una questione che è sempre attuale e proprio per la sua natura guida l’uomo alla ricerca di una risposta. I filosofi, ed in particolare gli antichi greci, si sono posti la domanda: ”Che cos’è l verità?” e la maggioranza degli uomini hanno cercato una risposta razionale. Alcuni hanno detto che è un Idea, il “principio di tutte le cose”, il “primo motore immobile” e l’hanno chiamata Dio.

Ma questo Dio, il Dio dei filosofi, non può salvare. Tocca gli uomini solo nella loro parte razione e non come un tutto, nessuno può entrare in comunione personale con lui, in quanto è impersonale; una mente universale che agisce in Continua a leggere “Alla ricerca della verità – Padre. Anthony Alevizopoulos”

Cenni di storia dell’ortodossia dell’archimandrita Padre Placide Deseille, Francia

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ROMAN CATHOLICS MET ORTHODOXY

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Cenni di storia dell’ortodossia dell’archimandrita

Padre Placide Deseille, Francia

La Chiesa indivisa del primo millennio

I primi tre secoli della Chiesa sono stati contrassegnati da fatti importanti: la notevole espansione del cristianesimo nell’Impero romano, e la feroce persecuzione dei cristiani in determinati periodi, fino alla convenzione di Milano (313) con cui l’imperatore Costantino il Grande concedeva libertà di culto ai seguaci di Cristo.

Gli apostoli e i loro primi successori fondarono molte chiese nelle città principali dell’Impero romano. In ogni città c’era una comunità cristiana di base, presieduta da un vescovo che, nominato originariamente dagli apostoli, era aiutato da presbiteri e diaconi. Questo tipo di organizzazione dal triplo ministero già verso la fine del I secolo era ben consolidato; è quanto appare con chiarezza già dagli Atti degli Apostoli e se ne fa menzione nelle lettere scritte tra 95 e 98 da san Clemente vescovo di Roma e verso il 107 da Sant’Ignazio, vescovo di Antiochia, mentre si recava a Roma dove sarebbe stato Continua a leggere “Cenni di storia dell’ortodossia dell’archimandrita Padre Placide Deseille, Francia”

San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994) – Hiéromoine Isaac

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San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

Hiéromoine Isaac

San Paisios del Monte Athos (Farassa, 25 luglio 1924 – Souroti, 12 luglio 1994), particolarmente venerato in Grecia per la sua semplicità e le sue doti non comuni, è stato monaco del Monte Athos.

L’anziano Paisios del Monte Athos fu una notevole figura carismatica. Si chiamava Arsénios Eznepìdis e nacque a Farassa (in Cappadocia, oggi Feke nell’odierna Turchia) nel luglio del 1924. Il neonato Paisios, fu battezzato dal parroco del paese, un sacerdote monaco con fama di santità, Arsenio il Cappadoce. Gli diede il proprio nome. Dopo un poco la famiglia di padre Paisios, il parroco e tutto il paese lasciarono la turchia ed emigrarono in Grecia. Si stabilirono nell’isola di Corfù nella quale sant’Arsenio morì poco dopo. Da Corfù passarono a Igoumentista e da questa a Kontitsa. La loro grande povertà impedì al piccolo Arsenio di fare studi superiori. Già da piccolo si nota in lui una spiccata religiosità: amava isolarsi in preghiera nel bosco nel quale, racconta, aver avuto una visione di Cristo.

Terminato il suo servizio militare come marconista, nel 1950 spinto dal desiderio di divenire monaco si reca nel Monte Athos. Entra come novizio nel monastero di Esphigmenou. In seguito riceve il nome di postulante: Avérkios. Il 12 marzo 1956 lascia il monastero di Esphigmenou ed entra in quello di Philotheou, ed è qui che, pochi mesi dopo, prende la tonsura monastica col nome di Paisios. Il monaco aveva ardente desiderio di fare vita quasi eremitica, vivendo nel deserto dell’Athos ma ne fu impedito: “Una sera, mentre mi preparavo per partire per il deserto, improvvisamente mi aveva bloccato sul mio sgabello una forza invisibile. Quest’effetto duro per due ore. Pregavo versando lacrime quando sentii una voce: ‘Non andrai nel deserto, ma a Konitsa, dove ti aspettano gliuomini’. Dopodiché fui liberato. Dio mi mandava nel mondo”. Dall’agosto del 1958 padre Paisios sta nel monastero di Stomio, a Konitsa. Il 30 settembre 1962 padre Paisios lascia questo monastero, invitato dal vescovo-igumeno del monastero di santa Caterina sul Sinai. Laggiù rimase quasi un anno, non senza difficoltà, dal momento che il luogo gli causava notevoli problemi di salute.

Ritornò sull’Athos e, poco dopo, fu costretto a farsi operare. Gli asportarono una parte di un polmone. L’11 gennaio 1966 egli ricevette dalle mani del suo padre spirituale, papa Tichon, il grande schima monastico. Dal 12 agosto 1968, il padre, nonostante le sue precarie condizioni di salute, aiutò alcuni monaci a ristrutturare il monastero di Stavronikita.

Alla morte di papa Tichon, padre Paisios si ritirò a vivere nella sua cella senza abbandonare, però, Stavronikita. In seguito visse in una povera casetta non lontano dal monastero di Koutloumousiou dove riceveva continuamente molti pellegrini confortandoli e stimolandoli nelle virtù. Non di rado diversi tra loro testimoniavano avvenimenti miracolosi grazie alle preghiere dell’umile monaco.

Il 12 luglio 1994 il monaco morì, in seguito a complicazioni intervenute a causa di un’operazione al tumore diffuso in molte parti del suo corpo.

Un medico che lo operò testimoniò così: “Era la prima volta che vivevo a diretto contatto con un Anziano atonita e ne sono stato impressionato. La morte era per lui una redenzione; la considerava come un ponte che lo avrebbe aiutato a raggiungere Dio. L’esperienza che ho vissuto è qualcosa di molto commovente che non può essere descritto”.

Il corpo di padre Paisios è seppellito nel monastero di san Giovanni il Teologo a Sourotì, presso Salonicco, ed è meta di continui pellegrinaggi.

Il 13 gennaio 2015 padre Paisios è stato iscritto nel registro dei santi della Chiesa ortodossa su approvazione del Santo Sinodo del Patriarcato Ecumenico.con questo rescritto:

“Oggi, martedì 13 gennaio 2015, si è riunita, sotto la presidenza di Sua Santità, il Santo Sinodo nella conferenza regolare concernente l’esame degli argomenti dell’ordine del giorno. Questo stesso Santo Sinodo: a) ha accettato all’unanimità, su relazione del Comitato Canonico e ha registrato nell’Elenco dei santi della Chiesa ortodossa il monaco Paisios Athonita;[…]. Patriarcato di Costantinopoli, 13 gennaio 2015”.

Fonte:

Hiéromoine Isaac, L’Ancien Paissios de la Sainte Montagne, L’Age d’Homme, Lausanne 2008.

Video: San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

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TEXTS – ORTHODOXY

San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

San Isidoro di Rostov, Stolto in Cristo, dalla Germania (+1474) – 14 maggio

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San Isidoro di Rostov, Stolto in Cristo, dalla Germania (+1474)

14 maggio

San Isidoro Tverdislov, (Costante di Parola) (Germania – Rostov, 14 maggio 1474), fu uno “Stolto in Cristo”.

Nato in Germania da ricchi genitori, abbandonò ancora adolescente la famiglia e, “desiderando il Regno dei Cieli”, distribuì i propri averi ai poveri. Abbigliatosi come un mendicante iniziò dunque a viaggiare per tutta l’Europa, fino a giungere alla città russa di Rostov, dove si convertì al cristianesimo ortodosso, nonostante fosse stato educato fin dall’infanzia al cattolicesimo. Qui scelse, come aveva fatto San Procopio di Ustiug un secolo prima, di diventare uno “Stolto in Cristo”, denominazione con cui vengono indicati coloro che decidendo di vivere simulando la pazzia, in miseria e disprezzando il proprio corpo, credono poter meglio partecipare alla passione di Gesù. A Rostov Isidoro costruì con le proprie mani una capanna in legno per ripararsi alla meglio dagli eventi atmosferici e lì si stabilì.

Secondo la sua Vita, il santo passava la notte dentro la propria capanna in costante preghiera, dormendo e riposando pochissimo al fine di dedicare il proprio corpo a Dio; durante il giorno girava invece per la città simulando pazzia, ammonendo coloro che riteneva si stessero allontanando dalla parola di Dio e aiutando coloro che gli chiedevano aiuto, con i quali divideva i pochi beni ottenuti in carità.

Morì nel 1474.

Nel luogo dove fu sepolto fu costruita una chiesa, dedicata all’Ascensione del Signore, nella cui cripta si trovano tutt’oggi le sue reliquie. La tradizione popolare lo ritenne capace di spirito profetico e gli attribuì numerosi miracoli sia durante la vita che dopo la morte.

Venerato dalla Chiesa ortodossa russa, che lo considera patrono dei marinai, è ricordato il 14 maggio.

La paura bussò alla porta. La fede andò ad aprire; fuori non c’era nessuno! (Anonimo)

La paura bussò alla porta.

La fede andò ad aprire; fuori non c’era nessuno! (Anonimo)

Carismi e miracoli – San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

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Carismi e miracoli

San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

Non è possibile esaurire la lunga lista di eventi inspiegabili che hanno caratterizzato la vita e sono avvenuti dopo la morte di Paisios a causa sua.

Per dare solo una vaga idea di essi se ne farà due rapidissimi accenni tratti da testimonianze.

Al di là delle leggi naturali

Costantino Coutsoyannis racconta: “Un giorno stavo trasportando l’Anziano dal monastero della Preziosa Croce, in Calcidica, fino a Sourotì [località in cui si trova un monastero femminile]. Durante questo tragitto fummo immersi in una pioggia torrenziale al punto che, si avrebbe detto, le cataratte del cielo si fossero aperte. Al nostro arrivo le monache ci attendevano con ombrelli e mantelli da dare all’Anziano affinché non si bagnasse. Mi fecero segno di avvicinarmi il più possibile all’edificio. Ma in modo sorprendente in un istante e per un raggio di due metri attorno alla vettura la pioggia cessò di cadere mentre poco più in là c’era il diluvio. Quando l’Anziano discese e mi ebbe salutato entrando, ricominciò a piovere normalmente pure sulla vettura”.

Eventi di guarigione

“Qualche anno fa, quando il buon padre viveva ancora, caddi malata. Mi diagnosticarono un tumore. Mio figlio andò a trovare l’Anziano e gli disse che mi avrebbero condotta all’Ospedale Théageneio di Salonicco come fu. In una sala operatoria, con una rapida biopsia, mostrarono che avevo un cancro. Sei giorni dopo i medici mi dissero che se il sangue non si fermava di scendere dalla piaga mi avrebbero condotto in sala operatoria. Mio figlio tornò a vedere il buon padre che gli disse: ‘Tua madre non s’inquieti, non è nulla. I chirurghi hanno sbagliato di fare un’operazione’. Gli donò un komboskìni (=una specie di rosario) dicendogli: ‘Dallo a tua madre e dille che con questo appenderà i medici alla parete’. Il settimo giorno, quando l’Anziano era nella Santa Montagna, apparse in Ospedale! ‘Vidi l’Anziano accanto a me mentre sistemava i tubicini che drenavano il sangue. Prima del tempo di ringraziarlo sparì’. La sera giunsero i medici e constatarono che il sangue non colava più, l’incisione si era chiusa e, conseguentemente, gli esami furono tutti negativi. Non avevo bisogno né di aspirina né di chemioterapia. Più tardi, dopo la mia uscita dall’Ospedale, incontrai l’Anziano nel monastero del Venerabile Precursore e lo ringraziai d’essere giunto in Ospedale per vedermi. Egli mi rispose: ‘Bambina mia, sono venuto perché i medici ti hanno ingiustamente maltrattata’ “.

Visioni

Un altro fenomeno inspiegabile di cui fu protagonista padre Paisios e che lui stesso riferiva, furono alcune visioni. Non era oggetto solo di visioni demoniache ma, più spesso, di visioni di santi. Riportiamo solo un esempio. Paisios narrò che, in un determinato periodo, dei vescovi greci gli avevano sottoposto alcuni gravi problemi ai quali non erano riusciti trovare risposta. L’asceta non potendo aiutarli, iniziò a ricorrere alla preghiera chiedendo l’aiuto di sant’Eufemia, un’antica santa del IV secolo alla quale era devoto. Passato un certo tempo in cui chiedeva questo aiuto, un pomeriggio sentì bussare alla porta della sua casetta. Alla sua domanda chi fosse, una voce femminile risposte: “Sono io, Eufemia”. “Eufemia, chi?”, riprese l’asceta. Si fece silenzio e la visitatrice riprese a bussare. L’asceta chiese nuovamente chi fosse e gli fu risposto al medesimo modo. Ad un certo punto, il monaco vide la figura della visitatrice entrare nella sua casetta, nonostante la porta fosse rimasta chiusa. Appena Paisios si accorse che l’apparizione non era demoniaca (la santa apparsa venerò l’icona della Trinità), le chiese la soluzione ai problemi che gli erano stati posti. Poi aggiunse: “Vorrei che tu mi dicessi come hai sopportato il tuo martirio”. Al che, l’apparizione rispose: “Padre, se allora avessi saputo come sarebbe stata la vita eterna e la bellezza celeste che le anime godono nello stare vicino a Dio, onestamente avrei chiesto che il mio martirio durasse sempre, dal momento che non fu assolutamente niente in confronto dei doni della grazia di Dio!”.

Richiede una vera e propria lotta da parte dell’uomo – San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

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Richiede una vera e propria lotta da parte dell’uomo

San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

Ciononostante, la pratica cristiana per padre Paisios non dev’essere la ricerca di consolazioni, non è composta solo da una continua e fervente preghiera ma è soprattutto caratterizzata da una vera e propria lotta per fare spazio dentro di sé alla grazia divina nella pratica dei comandamenti e dei precetti evangelici. L’uomo dev’essere molto determinato in quest’opera ascetica evitando quanto lo può stornare da Dio:

“Alcune volte nella vita spirituale bisogna sforzarci. A volte soffriamo di inappetenza spirituale. Allora occorre sforzarci, mangiare un boccone e così l’appetito verrà. Lo stesso facciamo con la nostra mano che ha preso una storta: se l’accarezziamo solo non guarirà mai. Ci vuole un movimento repentino, affinché la mano possa ritornare nella sua posizione giusta. Non dobbiamo assomigliare alla tartaruga che è partita per il matrimonio ed è arrivata al battesimo”.

In questo lavoro ci vuole molta forza e pazienza:

“Senza pazienza non si fa nulla. Alcuni sono così impazienti che assomigliano a uno che ha piantato una vite e il giorno dopo vuole bere il suo vino. Questo però è impossibile. Chi non ha pazienza soffre: sente il doppio del freddo quando c’è freddo, e il doppio del caldo quando c’è caldo, come il soldato che pensa che l’ultimo mese del suo servizio sia più lungo di quelli passati. Occorre molta pazienza in tutto e specialmente nelle cose spirituali”:

E ancora sullo stesso stile l’asceta aggiunge:

“Non leggete i giornali e non guardate la TV. Spesso anche i giornali religiosi fanno del male ai cristiani provocando rabbia contro altre persone e, in genere, causando confusione. Siate attenti a tutto! Leggete solo i libri dei Padri”.

La letteratura patristica è per Paisios l’aiuto più efficace per comprendere la Sacra Scritura e questo lo aiuta anche nella lotta ascetica indicando un giusto stile. Per questo Paisios insegna:

“La battaglia contro [il proprio] uomo vecchio [= l’uomo che ragiona e vive mondanamente] si deve condurre con filotimo [= con generosità e nobiltà], con senso della propria miseria, con speranza, con consolazione, con sicurezza e respirando l’ossigeno spirituale. Ma tutto ciò viene assicurato da un cammino retto. Non occorrono atteggiamenti a buon mercato, ossia un’obbedienza forzata o una preghiera senza coinvolgimento personale. Non ci vogliono lacrime e tristezze che provengono dal diavolo. Io devo piangere i miei peccati ma sperare nell’amore di Dio, non divenendo triste come vuole il diavolo. Dovete vivere con semplicità, come il bambino nelle mani di suo padre”.

Viceversa, “Oggi anche nella vita spirituale si cerca di giungere a Dio subito e senza fatica, ma non è possibile! Ci vuole la fatica, fatica del corpo!”.

Infatti, “La santificazione non si raggiunge senza fatica e lotta”.

D’altra parte, “il corpo vuole passarsela bene. Noi però lo dobbiamo crocefiggere. Ma quando? Quando una persona è debole e crocifigge il suo corpo, questo non ha senso. Ma quando il corpo è sano e ribelle, allora va crocifisso perché obbedisca allo spirito. Se, ad esempio, la carne vuole che il piatto sia pieno zeppo e il cibo sia alto come la cima del monte Athos, oppure quando essa desidera del vino, allora le togliamo tutto ciò. Così il corpo viene crocifisso”. In questo, Paisios non crede che il corpo sia un male ma che, essendo debole, ha bisogno d’essere educato ed elevato, non assecondato.

Fonte:

Hiéromoine Isaac, L’Ancien Paissios de la Sainte Montagne, L’Age d’Homme, Lausanne 2008.

Video: Verso gli agnostici e gli atei – San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

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Verso gli agnostici e gli atei

San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

Si fonda sulla confessione della vera fede – San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

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Si fonda sulla confessione della vera fede

San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

Per padre Paisios, come per tutta la tradizione patristica antica, la spiritualità non può che fondarsi sulla retta fede o presupporla.

“Noi ortodossi crediamo e confessiamo che il Verbo di Dio [Gesù Cristo] non è stato creato [=non è una creatura come noi] ma è nato dal Padre prima di tutti i secoli prendendo carne dallo Spirito Santo e dalla Vergine Maria. Così ha portato la salvezza al mondo. Discorsi che vengono dall’intelligenza non portano alcuna trasformazione alle anime, poiché questi sono carne. La Parola di Dio che nasce dallo Spirito Santo possiede in sé l’energia per trasformare le anime.

Lo Spirito Santo non discende sull’uomo per mezzo di macchine. È per questo che la [vera] teologia non ha nulla a che vedere con lo spirito scientifico. Lo Spirito Santo scende da solo quando trova nell’uomo delle predisposizioni spirituali”.

Fonte:

Hiéromoine Isaac, L’Ancien Paissios de la Sainte Montagne, L’Age d’Homme, Lausanne 2008.

Orthodoxie in aller Welt ╰⊰¸¸.•¨* German

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Orthodoxie in aller Welt

Die Orthodoxe Kirche in Finnland

 

Die Orthodoxie in Italien

  

Die orthodoxen Gläubigen in Japan bitten uns um unsere Gebete

 

Die orthodoxe Kirche in Japan

 

Die orthodoxe Kirchengemeinde zur Allerheiligsten Dreifaltigkeit in Lima

 

Die Orthodoxe Kirche auf Madagaskar

 

Die Orthodoxe Kirche auf Kuba

L’Esicasmo, Yoga Cristiano – Ieromonaco Anthony Bloom – PDF

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L’Esicasmo, Yoga Cristiano

di Ieromonaco Anthony Bloom

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Link: Ortodossia – Sacro Monastero Pantocratore, Melissochori, Grecia

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Ortodossia

Sacro Monastero Pantocratore,

Melissochori, Grecia

╰⊰¸¸.•¨*

Cari fratelli e sorelle, siate sempre nella Gioia

Un cordiale benvenuto nella pagina web del Sacro Monastero Pantocratore situato in Melissochori.in Grecia.

La sua presenza in Internet è un umile ministero della nostra confraternita nel diffondere la parola di Dio attraverso i mezzi che ci forniscono le attuali tecnologie.

In mezzo alla moltitudine delle ideologie e al volume sempre cres- cente delle informazioni che circolano nel web; l’ortodossia dà una costante testimonianza della sua fede in Gesù Cristo, nostro Signore. Professa la Sua Pace e invita chi è interessato ad un dialogo proficuo e disinteressato. In una ricerca non condizionata, la Santa Ortodossia spinge a conoscere e sperimentare la Verità.

Ci auguriamo che le nostre pubbli- cazioni possano essere di beneficio spirituale per un numero sempre maggiore di persone nel mondo.

Augurandovi ogni benedizione e l’amore in Cristo, l’abbate del Monastero

† Archimandrita Cirillo

Άγιος Τίτιαν (St Titian) Επίσκοπος Oderzo Ιταλίας, πλησίον της Βενετίας (+632) – 16 Iανουαρίου

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SAINTS OF MY HEART

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Άγιος Τίτιαν (St Titian) Επίσκοπος Oderzo Ιταλίας,

πλησίον της Βενετίας (16/1, +632)

Ο Άγιος Τίτιαν (St Titian) του Oderzo ήταν ένας Ορθόδοξος Επίσκοπος του 7ο αιώνα στο Opitergium (Oderzo), στην επαρχία του Treviso της Ιταλίας.

Γεννήθηκε στις 16 Ιανουαρίου 632 σε μια οικογένεια ευγενών της Eraclea (Grisolera) στην περιοχή του Veneto, και υπηρέτησε ως διάκονος και ιερέας στον Φλωριανό Επίσκοπο Opitergium (Oderzo). Ο ίδιος ο Άγιος Τίτιαν τάχθηκε στο να εξυπηρετεί τους φτωχούς, και όταν ο Επίσκοπος Φλωριανός παραιτήθηκε από την επισκοπική έδρα του για να εργαστεί ως ιεραπόστολος, ο Άγιος Τίτιαν έγινε ο διάδοχός του. Πολέμησε την αίρεση του αρειανισμού και πέθανε το 632, κατά παράδοση στις 16 Ιανουαρίου, και θάφτηκε στον καθεδρικό ναό του Oderzo της Ιταλίας.

Στον τάφο του συνέβησαν πολλά θαύματα και έστι η τιμή του ως Άγιος εξαπλώθηκε πολύ γρήγορα.

Τα Ι. Λείψανά του βρίσκονται στην κρύπτη του καθεδρικού ναού της Ceneda, σε ένα χάλκινο δοχείο διαμορφωμένο σε νεο-βυζαντινό ύφος.

Η μεταφορά των Ι. Λειψάνων του από το Oderzo στην Ceneda έγινε το 665 μ.Χ., όταν το Oderzo καταστράφηκε από τους Λομβαρδούς υπό Grimoald Ι του Benevento. Η Ιερά Παράδοση αναφέρει ότι τα Ι. Λείψανα του Αγίου Τίτιαν, μετακινήθηκαν από το Oderzo, όταν οι ιθαγενείς κάτοικοι της Eraclea προσπάθησαν να τα κλέψουν. Μετά από μια σκληρή μάχη μεταξύ των κατοίκων της Oderzo και της Eraclea για το ποια πόλη θα φιλοξενήσει τα Ι. Λείψανα του Αγίου, αποφασίστηκε τα Ι. Λείψανα να τοποθετηθούν σε ένα βαγόνι που το τραβούσαν βόδια και όπου τα βόδια θα σταματούσαν εκεί και θα στεγάζονταν τα Ι. Λείψανα. Τα βόδια σταμάτησαν στη Ceneda, και αυτός είναι ο λόγος όπου τα Ι. Λείψανα έχουν παραμείνει εκεί ως και την σημερινή ημέρα.

Χαιρετισμοί στόν Ἅγ. Τίτιαν Ἐπίσκοπο Oderzo Ἰταλίας,
πλησίον της Βενετίας (16/1, +632)
καί στόν Ἅγ. Προφήτη Ἀββακούμ (2/12, +7ος αἰ. π.Χ.)

Χαῖρε, Προφήτη Ἀββακούμ·
Χαῖρε, Τίτιαν Ἐπίσκοπε Oderzo Ἰταλίας

Χαῖρε, Τίτιαν γόνδολα τῆς Βενετίας
Χαῖρε, κανάλι πού ὁδηγεῖ στήν ἀγκαλιά τοῦ Θεοῦ

Χαῖρε, Ἀββακούμ καύχημα τῶν δώδεκα Προφητῶν·
Χαῖρε, Προφήτη τῶν δώδεκα Ἀποστόλων·

Χαῖρε, Τίτιαν ὅτι ἡ καρδιά σου ἔγινε βάλς τῆς Βενετίας·
Χαῖρε, Ἀββακούμ κατανυκτική λυχνία τοῦ Χριστοῦ·

Χαίρετε, Ἀββακούμ καί Τίτιαν ὅτι μᾶς
διδάξατε τήν παγκόσμια ἀγάπη τοῦ Θεοῦ·

Χαίρετε ὅτι δίνετε χαρά στούς
θλιβομένους μέ τίς προσευχές σας.

Χαίρετε Ἁγιοι Τίτιαν καί Ἀββακούμ!

Ποιητική Συλλογή

“Φύλλα…”

Άβελ-Τάσος Γκιουζέλης

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ABEL GKIOUZELIS

Non è prodotto umano ma della grazia divina – San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

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SAINT PAISIOS OF MOUNT ATHOS

Non è prodotto umano ma della grazia divina

San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

Che per il monaco atonita il rapporto con Dio non fosse qualcosa d’intellettuale o di psicologico ma di vissuto in modo molto concreto ossia d’esperienziale, dono di grazia, lo si nota anche i questi suoi appunti nei quali si riferisce alla grazia di Dio descrivendola come una forza che lo attraversa:

“Quando viene la grande grazia, l’uomo non la può sopportare. Si scuote tutto, allo stesso modo in cui il corpo viene scosso dalla corrente elettrica. Non può sopportare una così grande beatitudine. S’immerge nelle lacrime, nella beatitudine, nella gioia inesprimibile, nell’eros divini; si trasforma. Mi ricordo di quello che mi è accaduto in passato. Avevo le reliquie di sant’Arsenio di Cappadocia [il parroco che lo battezzò] sul mio letto e vegliavo pregando tutta la notte. All’improvviso è apparso il diavolo che mi ha afferrato gridando: ‘Che reliquie sono queste?’. Allora anch’io ho gridato: ‘Santo di Dio, aiutami’. Subito il diavolo è sparito e l’anima mia si è immersa in una beatitudine inesprimibile. La mattina, un mio conoscente vedendomi, è rimasto sorpreso dalla trasformazione che la grazia aveva provocato sul mio volto”.

In un altro passo l’anziano racconta un’esperienza personale ma in terza persona per non glorificare se stesso, cosa che era solito fare:

“Vi racconterò di uno la cui cella, alcuni giorni fa, sovrabbondò di luce divina, mentre egli stesso non sentiva di essere nel suo corpo. Era rapito nello spirito. Ritornato nello stato naturale e sparita la luce increata e celeste, quest’uomo guardando la luce del sole ha capito la grande differenza tra le due. Inoltre sentiva il suo corpo molto pesante. Allora cominciò a piangere forte per la mancanza di quella dolcezza e di quello splendore”.

In questo, padre Paisios non fa che rieccheggiare, pur nei termini suoi propri, la dottrina spirituale degli asceti antichi per i quali la vita spirituale è esperienza, pratica, incontro con Dio nella sua grazia, per quanto in modo non sempre chiaro ed evidente. Si noti pure come per Paisios la grazia non è una sorta di semplice “giustificazione divina”, come potremo notare in alcuni pensatori della riforma luterana o una semplice “garanzia per il Paradiso”, ma una vera e propria presenza di Dio che trasfigura l’umano e si fa riconoscere già nella dimensione terrena: “la grazia aveva provocato una trasformazione sul mio volto”. Questa particolare dottrina la possiamo notare anche in san Gregorio Palamas (XIV sec.) che fu, pure lui, monaco atonita e, in genere, nella Chiesa ortodossa.

Fonte:

Hiéromoine Isaac, L’Ancien Paissios de la Sainte Montagne, L’Age d’Homme, Lausanne 2008.

È caratterizzata dal discernimento e dalla ricerca sincera di Dio – San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

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TEXTS – ORTHODOXY

È caratterizzata dal discernimento e dalla ricerca sincera di Dio

San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

L’asceta atonita parlava di spiritualità, ossia di pratica evangelica, in modo molto semplice e profondo al contempo. In questo modo si faceva capire anche ai più illetterati. La sua spiritualità era associata ad una notevole capacità di discernimento nella quale non esisteva alcuna imposizione. Egli infatti scriveva:

“Spesso osservo una cosa strana che succede agli uomini spirituali e che mi ricorda il mercato. Lì tutti gridano: uno racomanda le sue arance, un altro le sue barbabietole e così via. Ciascuno si preoccupa di vendere la propria merce. Qualcosa di simile succede anche ai cristiani. Alcuni dicono: se entri in quest’associazione ti salverai, se entri in quell’altra ti salverai, mentre molti uomini non sono chiamati né all’una né all’altra, ma ad una terza. Per l’amore di Dio! Un vero uomo di Dio offre solo un aiuto; mai soffoca l’altro. Supponiamo che io vada in un campo militare per parlare di monachesimo. Certamente non dirò loro bugie, ma fatti. Cosa può succedere? Tutti quelli sono chiamati a diventare monaci? Certamente no. Farei dunque del male a coloro che seguissero, a causa mia, il monachesimo senza avere vocazione, perché dopo ne soffrirebbero e sarebbero dei falliti. Quello che devo fare, invece, è trovare quel puro che ha la vocazione monastica, ed aiutarlo concretamente nella realizzazione della sua chiamata”.

Il monaco incontrava molte persone, sia quando stava nel monte Athos, sia quando le esigenze lo chiamavano in altri luoghi. Per quanto facesse una vita prevalentemente dedita alla preghiera, non mancava mai d’istruire ed edificare gli altri. Tutto ciò non lo stancava tranne nel caso in cui si trovava davanti a persone senza alcun interesse spirituale.

“Quando la discussione è spirituale non mi stanca. Il problema incomincia quando si fanno tante domande senza senso. Se gli uomini che le fanno fossero illetterati, allora si giustificherebbero. Si tratta però di scienziati che mi chiedono, ad esempio, qual è il rapporto tra lo spazio ultraterreno e la coscienza dell’uomo. Tira tu le conclusioni! A questi uomini di solito dico: ‘Ho il caffè pronto e due scatole di aspirine. Sedetevi all’ombra e a poco a poco risolveremo il problema’. In questi casi occorre sia il caffè che le aspirine… Al contrario, una volta sono rimasto sveglio per tre notti di seguito; eppure non mi sono stancato. Ma quando capita qualche discussione con uomini di cultura solo esteriore, senza profondità o interessi spirituali, allora essi mi provocano il mal di testa con le loro domande. Questo è ciò che mi stanca”.

Fonte:

Hiéromoine Isaac, L’Ancien Paissios de la Sainte Montagne, L’Age d’Homme, Lausanne 2008.

San Mel di Ardagh, Irlanda (+488) – 6 febbraio

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Rovine della chiesa di San Mel

San Mel di Ardagh, Irlanda (+488)

6 febbraio

San Melis di Ardagh, o anche Mel (Irlanda, … – 6 febbraio 488), fu un sacerdote missionario e vescovo irlandese; è venerato come santo dalla Chiesa.

Fu il fondatore della Diocesi di Ardagh, nella contea di Longford, in Irlanda.

Come molti santi antichi, non si ha una biografia dettagliata. Si pensa sia figlio di Conis e Darerca, sorella di San Patrizio, che accompagnò il fratello in Irlanda per iniziare la sua opera di evangelizzazione. Mel divenne missionario molto giovane e San Patrizio gli affidò una chiesa che costruì ad Ardagh, in seguito Mel vi costruì un monastero. Divenne poi sacerdote e venne consacrato vescovo di Ardagh. Fu anche il vescovo che mise il velo a Santa Brigida. È patrono di Ardagh.

Si dice che fosse molto generoso e dava sempre quanto poteva ai poveri tenendo per sé il minimo indispensabile. Mel viveva con sua zia Lupait, e si diffuse un pettegolezzo secondo il quale ci sarebbe stato un rapporto tra i due, tanto che lo stesso Patrizio si mise ad indagare, ma Mel e sua zia erano molto pii ed entrambi pregarono per ricevere un miracolo: Patrizio andò a parlare con Mel riguardo alla vicenda, Mel stava arando e dal terreno saltò fuori un pesce vivo; mentre Lupait per provare la sua innocenza ha trasportato carbone ardente senza bruciare né lei né i suoi vestiti. Patrizio rimase così soddisfatto e non dubito più di suo nipote.

Omelia sulla Natività del Signore – San Giovanni Crisostomo

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SAINT JOHN CHRYSOSTOM QUOTES

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Omelia sulla Natività del Signore

San Giovanni Crisostomo

PG 56, 385-394

Vedo uno strano paradossale mistero! Le mie orecchie risuonano dei canti dei pastori, ma i loro flauti non suonano una melliflua melodia, ma cantano con le labbra un inno celeste in totale pienezza.

Gli angeli inneggiano!
Gli Arcangeli uniscono le loro voci in armonia!
I Cherubini cantano la loro gioiosa lode!
I Serafini esaltano la sua gloria!

Tutti si riuniscono per lodare questa festa santa, vedendo la Divinità qui sulla terra, e l’uomo in cielo. Colui che è al di sopra dei cieli, ora per la nostra redenzione abita quaggiù, e colui che è stato umile è stato elevato dalla misericordia divina. Betlemme in questo giorno somiglia al cielo; invece di stelle ha ricevuto angeli, e al posto del sole, avvolge dentro di sé in ogni lato il Sole di giustizia. E non chiedetemi come: perché dove Dio vuole, l’ordine della natura si sottomette. Poiché Egli lo ha voluto, ne ha avuto il potere, è disceso, ha redento l’uomo; tutte le cose hanno cooperato con Lui a questo scopo. Oggi nasce Colui che eternamente è, e diviene ciò che non era. È Dio e diventa uomo! Diventa uomo senza smettere di essere Dio. Ancora, Egli è divenuto uomo senza alcuna perdita della divinità, e non è diventato Dio da uomo attraverso un Continua a leggere “Omelia sulla Natività del Signore – San Giovanni Crisostomo”

È al di sopra della semplice razionalità (che caratterizza la mente) perché ha casa nel cuore – San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

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SAINT PAISIOS OF MOUNT ATHOS

È al di sopra della semplice razionalità (che caratterizza la mente) perché ha casa nel cuore

San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

Davanti ad un uso continuo ed esasperato della razionalità, dell’autogiustificazione e dell’autosufficienza nel Cristianesimo, l’asceta insegna a diffidare da questi atteggiamenti che per lui sono cristianamente fuorvianti:

“Quanto più l’uomo si fortifica spiritualmente, tanto più Dio gli permette di comprendere ulteriormente sia il senso del peccato sia i doni divini. In questo caso l’uomo intelligente s’identifica con l’uomo santificato. Il diavolo non va a caccia degli stupidi, ma degli intelligenti, cioè di coloro che sono vicino a Dio e comincia a farli soffrire usando le armi dell’autosufficienza, della razionalità, della ragione e del giudizio. Perciò dobbiamo ‘mettere la nostra testa nel frigo’ fino a quando Dio non ce la restituirà santificata. Nessuno è mai guarito da solo e nessuno sarà salvato senza l’obbedienza”.

Nella spiritualità di Paisios abbiamo la dialettica mente-cuore. Il mondo vive con la mente facendo continua leva sulla razionalità con la quale ha costruito la sua civiltà. Il cristiano santificato vive con il cuore (ossia con la profondità spirituale, non con il sentimento!) che ha una logica spirituale oltre la mente e che la mente non può comprendere. Per questo un Cristianesimo appoggiato sul razionalismo non può comprendere la logica spirituale e finisce per vivere lontano dal vangelo. Ecco allora la necessità di mettere la mente nel “frigo”, ossia ghiacciare l’attività razionalistica per far spazio al cuore. Da qui proviene la conseguenza: “Chi vive con il cuore si riposa. Invece chi vive con la mente si stanca”. Con la mente ci si inganna ma il cuore non s’inganna. Solo con la grazia di Dio e la collaborazione ascetica umana l’uomo può passare dalla logica della mente a quella spirituale del cuore. Infatti, come afferma l’asceta, “Cristo colpisce il cuore [= parla ad esso], il diavolo la testa [= fa discorsi razionali per condurre lontano dalla vita in Cristo]”.

Questa divisione mente-cuore si collega, a sua volta, all’antropologia propria ai Padri greci ed è sintetizzata nel XIV secolo da san Gregorio Palamas al quale si rimanda.

Fonte:

Hiéromoine Isaac, L’Ancien Paissios de la Sainte Montagne, L’Age d’Homme, Lausanne 2008.

Visioni – San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

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Visioni

San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

Un altro fenomeno inspiegabile di cui fu protagonista padre Paisios e che lui stesso riferiva, furono alcune visioni. Non era oggetto solo di visioni demoniache ma, più spesso, di visioni di santi. Riportiamo solo un esempio. Paisios narrò che, in un determinato periodo, dei vescovi greci gli avevano sottoposto alcuni gravi problemi ai quali non erano riusciti trovare risposta. L’asceta non potendo aiutarli, iniziò a ricorrere alla preghiera chiedendo l’aiuto di sant’Eufemia, un’antica santa del IV secolo alla quale era devoto. Passato un certo tempo in cui chiedeva questo aiuto, un pomeriggio sentì bussare alla porta della sua casetta. Alla sua domanda chi fosse, una voce femminile risposte: “Sono io, Eufemia”. “Eufemia, chi?”, riprese l’asceta. Si fece silenzio e la visitatrice riprese a bussare. L’asceta chiese nuovamente chi fosse e gli fu risposto al medesimo modo. Ad un certo punto, il monaco vide la figura della visitatrice entrare nella sua casetta, nonostante la porta fosse rimasta chiusa. Appena Paisios si accorse che l’apparizione non era demoniaca (la santa apparsa venerò l’icona della Trinità), le chiese la soluzione ai problemi che gli erano stati posti. Poi aggiunse: “Vorrei che tu mi dicessi come hai sopportato il tuo martirio”. Al che, l’apparizione rispose: “Padre, se allora avessi saputo come sarebbe stata la vita eterna e la bellezza celeste che le anime godono nello stare vicino a Dio, onestamente avrei chiesto che il mio martirio durasse sempre, dal momento che non fu assolutamente niente in confronto dei doni della grazia di Dio!”.

Fonte:

Hiéromoine Isaac, L’Ancien Paissios de la Sainte Montagne, L’Age d’Homme, Lausanne 2008.

Video: Primavera sul Monte Athos, Grecia

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Primavera sul Monte Athos, Grecia

Rapporto con il mondo animale – San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

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Rapporto con il mondo animale

San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

Una delle specificità dell’anziano Paisios fu quella di avere un rapporto profondo e armonioso con il mondo naturale e animale a lui circostante.

Egli insegnava: “Se ami gli animali, costoro lo sentono e ti vedono in un altro modo, come un amico. Nel paradiso, prima della caduta, gli animali erano amici dell’uomo, Adamo aveva il carisma della previsione spirituale, intuiva i bisogni degli animali e li aiutava. L’aquila mangiava solo gli animali morti; solo dopo è divenuta selvaggia e mangia anche quelli vivi. Tutti gli animali erano domestici, ma dopo la caduta si sono inselvatichiti”. Non mancò chi testimoniò d’aver visto il monaco dialogare con passerotti, orsi, serpenti e aquile e questi gli obbedivano. Altrove l’Anziano disse:

“Quando io mi metto al posto della bestia selvaggia, inizio ad amarla e posso avere compassione pure per i serpenti. […] L’amore divino tocca gli animali selvaggi. Una bestia selvaggia è in grado di discernere se un cacciatore viene a ucciderla. Si avvicina all’uomo che l’ama, non ha paura di lui”.

“Egli chiamava i leprotti selvatici come noi chiamiamo i gatti e questi non avevano paura di vivere con lui. Questo leprotto era stato trovato dall’Anziano nei presso degli albicocchi, gli aveva fatto un segno di croce sulla fronte e chiese al suo figlioccio Basilio come ad altri cacciatori di non ucciderlo”.

Fonte:

Hiéromoine Isaac, L’Ancien Paissios de la Sainte Montagne, L’Age d’Homme, Lausanne 2008.

Ruolo del monachesimo – San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

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Ruolo del monachesimo

San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

Per padre Paisios il monaco è essenziale non solo per la Chiesa ma per il mondo intero, dal momento che interagisce con forze di ordine spirituale che innervano tutta la realtà. Per questo la funzione più importante del monaco è la preghiera.

“Il proprio del monaco è di sudare, marcire, scoppiare nella propria cella. La preghiera è l’arma più potente di tutte. Se aiuto o libero un carcerato, non ho fatto molto: la preghiera lo salva non per questa vita, ma per la vita eterna. Non è proprio del monaco visitare i malati, ma pregare per la loro anima. Nella Chiesa ci sono quelli che curano i malati e quelli che li assistono. Il monaco è un’altra cosa. Ma chi è più prigioniero dei defunti, di quanti sono nell’Ade e non possono fare nulla per la propria conversione? Noi invece possiamo salvarli. Dobbiamo fare preghiere e metànie [=prostrazioni] per i defunti! E ciò anche per i vivi: solo la preghiera può costringere Dio ad intervenire di forza in certe situazioni: Dio rispetta la libertà dell’uomo altrimenti il diavolo gli direbbe: ‘Ehi, perché agisci così?’. Invece quando un cristiano prega, costringe Dio ad intervenire con potenza anche contro la libertà di quel poveretto che giace nel peccato! Ma perché noi monaci andiamo a cercare altre strade che non sono efficaci e potenti come la preghiera, la vita nascosta? Anche noi qui subiamo l’influenza dell’Occidente”.

“Durante la guerra del Golfo l’Anziano era chiuso nella sua cella e non riceveva nessuno. Aveva aumentato il tempo della sua preghiera affinché il conflitto non diventasse ancora più letale. Più tardi disse ai suoi visitatori: ‘Con la preghiera non possiamo evitare ciò che ha previsto Cristo. Ma egli ci ha consigliato di pregare affinché sia giorno e non notte, sia estate e non inverno. Con l’aiuto della preghiera il male si controlla e diminuisce”.

“Sono venuti a trovarmi due cattolici. Erano uomini buoni ed esercitavano la professione di architetto. Mi dissero che il monachesimo dell’Ortodossia non offriva nulla, mentre il loro offriva una grande missione, quella dell’evangelizzazione. Ho spiegato che l’apostolato dei monaci è diverso, differisce da quello dei chierici che vivono nel mondo. Se eliminassimo i fari dalle rocce sul mare, che cosa succederebbe alle navi? I monaci hanno appunto la funzione di essere i fari sulle rocce dell’umanità”.

Fonte:

Hiéromoine Isaac, L’Ancien Paissios de la Sainte Montagne, L’Age d’Homme, Lausanne 2008.

San Deicolo di Irlanda e la Francia (+625) – 18 gennaio

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San Deicolo di Irlanda e la Francia (+625)

18 gennaio

San Deicolo, in francese Deisle o Desle, in gaelico Dichuil o Dichul (Leinster, 530 circa – Lure, 18 gennaio 625), fu un monaco irlandese, fondatore ed abate di abbazie in Francia.

Discepolo di Colombano di Bobbio, partì con lui nel 576 dall’Irlanda per la Gallia, dove fondarono la grande abbazia di Luxeuil nei Vosgi. Quando nel 610 San Colombano fu esiliato in Italia da Teodorico II, San Deicolo fondò l’abbazia di Lure, arricchita e dotata di ogni genere di beni ad essa necessari dal re merovingio Clotario II, che aveva riconosciuto la qualità spirituali di Deicolo.

A Lure il monaco irlandese trascorse il resto della sua vita sino alla morte, avvenuta verso l’anno 625.

Deicolo era noto per i numerosi miracoli compiuti in vita ed in morte, attribuitigli da una biografia risalente al X secolo, scritta da un monaco di Lure.

Memoria dei Santi Ortodossi in terra d’Italia

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Memoria dei Santi Ortodossi in terra d’Italia

Nel giorno odierno, seconda Domenica dopo Pentecoste, festeggiamo tutti i Santi della terra italiana:

Silvestro di Roma, Teoctista di Sicilia, Severino di Napoli, Aldo di Pavia, Senatore di Calabria, Tatiana di Roma, Efisio di Cagliari, Marcello di Roma, Prisca di Roma, Sebastiano di Roma, Xenia di Roma, Feliciano di Foligno, Felicita di Roma e i suoi sette figli, Geminiano di Modena, Perpetua di Roma, Agata di Catania, Riccardo di Lucca, Marcello e Pancrazio di Sicilia, Scolastica di Norcia, Benigno e Valentino dell’Umbria, Archelao di Oristano, Modesto di Avellino, Valentino di Terni, Luca di Messina, Faustino e Giovita di Brescia, Leone il Grande di Roma, Leone di Catania, Leoluca di Vibo Valentia, Gregorio il Dialogo di Roma, Nicodemo di Reggio Calabria, Benedetto di Norcia, Alessio di Roma, Crisanto e Daria di Roma, Giacomo e Cirillo di Catania, Nicone di Taormina, Severo di Catania, Stefano di Rossano, Secondo di Asti, Giuseppe l’Innografo di Siracusa, Filarete di Palermo, Zeno di Verona, Martino di Roma, Daniele di Taormina, Gennaro, Festo, Desiderio, Sosso, Procolo, Eutichete e Acuzio di Benevento, Cleto e Marcellino di Roma, Liberale di Treviso, Mercuriale di Forlì, Erasmo di Formia, Ciriaco di Ancona, Vittore di Varese, Giustino di Chieti, Gherasimo di Reggio Calabria, Vito, Crescenzia e Modesto di Lucania, Teodosio di Siracusa, Arsenio di Reggio Calabria, Giulia di Livorno, Simeone di Siracusa, Severino, Severiano e Concordio di Spoleto, Tecla e Susanna di Salerno, Cassiano di Lodi, Massimo e Vittorino dell’Aquila, Ceccardo di Luni, Silvero e Ormisda di Frosinone, Leucio di Brindisi, Giulio e Giuliano di Novara, Agrippina di Roma, Massimo di Torino, Prospero di Reggio Emilia, Vigilio di Trento, Severo di Foggia, Cosma e Damiano di Roma, Potito di Napoli, Lucia e altri di Roma, Pancrazio di Taormina, Patemiano delle Marche, Paolino di Lucca, Ermagora e Fortunato di Gorizia, Rosalia di Sicilia, Vitaliano di Capua, Apollinare e Vitale di Ravenna, Giovanni e Faustino di Calabria, Parasceve di Roma, Eusebio di Vercelli, Emidio di Ascoli Piceno, Donato di Arezzo, Fermo e Rustico di Verona, Stefano, Sisto, Felicissimo e Agapito di Roma, Euplio di Catania, Elia di Calabria, Bartolomeo di Calabria, Cetteo di Pescara, Oronzo, Giusto e Fortunato di Lecce, Alessandro di Bergamo, Liberio di Roma, Fantino di Calabria, Abbondio di Corno, Elpidio del Piceno, Grato di Aosta, Autonomo di Calabria, Venerio di La Spezia, Eustazio di Matera, Nilo di Rossano, Petronio di Bologna, Ambrogio di Stilo, Nazario, Protasio, Gervasio e Celso di Milano, Sabino di Catania, Gabino, Proto e Ianuario di Sassari, Gaudenzio di Brescia, Anastasia di Roma, Giusto di Trieste, Leonardo di Campobasso, Baudolino di Alessandria, Bartolomeo di Rossano, Solutore, Avventore e Ottavio di Torino, Colombano di Bobbio, Gregorio di Agrigento, Bellino di Rovigo, Teodora e Giorgio di Rossano, Eligio di Siena, Cromazio di Aquileia, Bibiana di Roma, Ambrogio di Milano, Antusa di Roma, Sirio di Pavia, Lucia di Siracusa, Lorenzo di Sicilia, Melania di Roma, e di tutti e tutte coloro che sono noti a Dio.

TROPARIO (APOLITICHIO) TONO 8°

Come un dono di grande valore, la Terra d’Italia ti offre, o Signore, tutti i Santi che l’hanno abbellita. Icona del Regno che verrà, ricca di intercessori, essa si appella alla tua tuttapura Madre, ai Santi Apostoli Pietro e Paolo e alle schiere dei martiri per rimanerti fedele nei secoli.

Paul Fr. Ballester Convalier (+1984): Perché abbandonai la Chiesa Cattolica Romana

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ROMAN CATHOLICS MET ORTHODOXY

ITALY OF MY HEART

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PAUL FR. BALLESTER CONVALIER (+1984)

PERCHÉ ABBANDONAI LA CHIESA CATTOLICA ROMANA

“Sempre pronti a rispondere a vostra difesa a chiunque vi domanda ragione della speranza ch’è in voi” (I Pietro 3, 15)

ATENE 1954
TRADUZIONE DAL GRECO

IC XC
NI KA

NAPOLI

PRESSO LA CHIESA DEI SS. PIETRO E PAOLO DEI NAZIONALI ELLENI

1955

AL NASCENTE MOVIMENTO

ORTODOSSO ITALIANO DEDICO

† A. B. K.

INVECE DI PREMESSA

Nell’ottobre dell’anno scorso 1954 è sorto a Catania ed a Firenze, promosso da Italiani di puro sangue, un movimento che mira non ad un Cattolicesimo riformato, ma addirittura ad un ritorno completo e sincero alle origini, cioè alla genuina Chiesa Cristiana esistente prima del funesto grande scisma tra Oriente ed Occidente consumato dal Papa Urbano II nell’anno 1098 nel Sinodo di Bari da lui ivi convocato. I pionieri di tale movimento hanno trovato tale Chiesa primitiva nella Chiesa Ortodossa Cristiana che è infatti l’unica genuina continuatrice della Chiesa fondata da Gesù Cristo e divulgata dai SS. Apostoli.
È molto commovente il fatto che proprio in quest’anno che è il novecentesimo dagli inizi dei primi aperti contrasti ecclesiastici tra Occidente e Oriente, che condussero poi all’anzidetta separazione definitiva dell’anno 1098, ha inizio con il movimento Ortodosso italiano in parola, il ritorno alla retta dottrina di Cristo dei popoli Occidentali trascinati allo scisma. Il detto movimento Ortodosso italiano, pur giovanissimo e recentissimo, conta già in Catania ed in Firenze due Vescovi, quattro presbiteri, un diacono e circa duecento aderenti e moltissimi simpatizzanti.
Ora, il molto Rev. Paul Fr. Ballester Convalier ex Frate Francescano in Spagna – ora Presbitero Ortodosso – abbandonò anch’egli il Cattolicesimo Romano e scrisse poi in greco un opuscolo intitolato “La mia conversione all’Ortodossia” in cui espone con molta chiarezza il dramma della sua anima a tale riguardo. Egli spirito studioso, occasionalmente veniva messo in seri dubbi circa la verità di alcune dottrine fondamentali della Chiesa Romana a cui apparteneva ed ha cercato sinceramente e ad ogni costo e sacrificio di arrivare al fondo della questione. Ed è riuscito a trovarne, da solo, l’uscita dal cieco vicolo in cui inconsciamente si trovava. Il dramma spirituale esposto dal Rev. Convalier è, senza dubbio, il dramma di numerosissime altre anime incapaci di trovare l’uscita dal cieco vicolo. Per venire incontro a tale stato e specialmente a tutti i simpatizzanti del suddetto «Movimento Ortodosso italiano» sentiamo il dovere di presentare in debita traduzione il su riferito documento del Rev. Convalier, sostituendo il titolo originale: “La mia conversione all’Ortodossia” con quello: “Perché abbandonai la Chiesa Cattolica Romana”, come più adatto al contenuto e come più comprensibile ai lettori in Italia. Siamo convinti che finché l’Europa Occidentale e Centrale non sarà rieducata alla retta fede Continua a leggere “Paul Fr. Ballester Convalier (+1984): Perché abbandonai la Chiesa Cattolica Romana”

Ha una mentalità contraria a quella secolare – San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

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HAVE FAITH – ORTHODOXY

Ha una mentalità contraria a quella secolare

San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

Per l’anziano atonita la spiritualità non è qualcosa d’etereo, una filosofia astratta, un lavoro psicologico e puramente consolatorio ma qualcosa di estremamente vivo e legato all’esistenza umana. Rappresenta la pratica cristiana vissuta con la presenza divina dello Spirito Santo, una presenza viva. Questa pratica è totalmente contraria alla mentalità secolare. Per questo l’anziano scriveva:

“Quanto più un uomo è spirituale tanto meno ha diritti in questa vita. Egli dev’essere paziente, accettare le ingiustizie e anche gli insulti degli altri. Invece un uomo sbilenco, di cattivo carattere, lontano da Dio, pensa di avere molti diritti: calpesta, insulta e fa ingiustizie agli altri. Bisogna non dimenticare che i nostri diritti sono salvaguardati da Dio per la vita eterna. Ma noi, molte volte, chiediamo stupidamente di essere giustificati in questo mondo; di non subire nessun danno. Se poi ci dicono qualcosa cerchiamo subito di gistificarci. Poi pensiamo di credere in Dio. Questo è un prendere in giro lo stesso Signore. La giustizia umana non dice nulla all’uomo spirituale, ma certamente è un freno per l’uomo duro e storto”.

Fatta questa precisa divisione di campi, logica e giustizia divina da una parte, logica e giustizia umana dall’altra, il monaco aggiungeva: “Non contare sulla tua conoscenza. Per poter accogliere dentro di te la conoscenza divina devi abrogare la conoscenza secondo il mondo. Diventa semplice come un bambino. Non vantarti della tua conoscenza. La conoscenza gonfia”.

In queste riflessioni si nota tutta la distanza tra la spiritualità dell’asceta atonita e quella tipica di una religiosità in cui si cerca di accordare principi molto umani con il vangelo, cosa non possibile per padre Paisios. Infatti per lui l’uomo spirituale non si ferma alla giustizia umana ma la supera perché abbraccia quella divina, non può fermarsi alla conoscenza mondana che spesso è d’ostacolo a quella divina ed evangelica.

Fonte:

Hiéromoine Isaac, L’Ancien Paissios de la Sainte Montagne, L’Age d’Homme, Lausanne 2008.

Vita – San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

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SAINT PAISIOS OF MOUNT ATHOS

San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

San Paisios del Monte Athos (Farassa, 25 luglio 1924 – Souroti, 12 luglio 1994), particolarmente venerato in Grecia per la sua semplicità e le sue doti non comuni, è stato monaco del Monte Athos.

Vita

L’anziano Paisios del Monte Athos fu una notevole figura carismatica. Si chiamava Arsénios Eznepìdis e nacque a Farassa (in Cappadocia, oggi Feke nell’odierna Turchia) nel luglio del 1924. Il neonato Paisios, fu battezzato dal parroco del paese, un sacerdote monaco con fama di santità, Arsenio il Cappadoce. Gli diede il proprio nome. Dopo un poco la famiglia di padre Paisios, il parroco e tutto il paese lasciarono la turchia ed emigrarono in Grecia. Si stabilirono nell’isola di Corfù nella quale sant’Arsenio morì poco dopo. Da Corfù passarono a Igoumentista e da questa a Kontitsa. La loro grande povertà impedì al piccolo Arsenio di fare studi superiori. Già da piccolo si nota in lui una spiccata religiosità: amava isolarsi in preghiera nel bosco nel quale, racconta, aver avuto una visione di Cristo.

Terminato il suo servizio militare come marconista, nel 1950 spinto dal desiderio di divenire monaco si reca nel Monte Athos. Entra come novizio nel monastero di Esphigmenou. In seguito riceve il nome di postulante: Avérkios. Il 12 marzo 1956 lascia il monastero di Esphigmenou ed entra in quello di Philotheou, ed è qui che, pochi mesi dopo, prende la tonsura monastica col nome di Paisios. Il monaco aveva ardente desiderio di fare vita quasi eremitica, vivendo nel deserto dell’Athos ma ne fu impedito: “Una sera, mentre mi preparavo per partire per il deserto, improvvisamente mi aveva bloccato sul mio sgabello una forza invisibile. Quest’effetto duro per due ore. Pregavo versando lacrime quando sentii una voce: ‘Non andrai nel deserto, ma a Konitsa, dove ti aspettano gliuomini’. Dopodiché fui liberato. Dio mi mandava nel mondo”. Dall’agosto del 1958 padre Paisios sta nel monastero di Stomio, a Konitsa. Il 30 settembre 1962 padre Paisios lascia questo monastero, invitato dal vescovo-igumeno del monastero di santa Caterina sul Sinai. Laggiù rimase quasi un anno, non senza difficoltà, dal momento che il luogo gli causava notevoli problemi di salute.

Ritornò sull’Athos e, poco dopo, fu costretto a farsi operare. Gli asportarono una parte di un polmone. L’11 gennaio 1966 egli ricevette dalle mani del suo padre spirituale, papa Tichon, il grande schima monastico. Dal 12 agosto 1968, il padre, nonostante le sue precarie condizioni di salute, aiutò alcuni monaci a ristrutturare il monastero di Stavronikita.

Alla morte di papa Tichon, padre Paisios si ritirò a vivere nella sua cella senza abbandonare, però, Stavronikita. In seguito visse in una povera casetta non lontano dal monastero di Koutloumousiou dove riceveva continuamente molti pellegrini confortandoli e stimolandoli nelle virtù. Non di rado diversi tra loro testimoniavano avvenimenti miracolosi grazie alle preghiere dell’umile monaco.

Il 12 luglio 1994 il monaco morì, in seguito a complicazioni intervenute a causa di un’operazione al tumore diffuso in molte parti del suo corpo.

Un medico che lo operò testimoniò così: “Era la prima volta che vivevo a diretto contatto con un Anziano atonita e ne sono stato impressionato. La morte era per lui una redenzione; la considerava come un ponte che lo avrebbe aiutato a raggiungere Dio. L’esperienza che ho vissuto è qualcosa di molto commovente che non può essere descritto”.

Il corpo di padre Paisios è seppellito nel monastero di san Giovanni il Teologo a Sourotì, presso Salonicco, ed è meta di continui pellegrinaggi.

Il 13 gennaio 2015 padre Paisios è stato iscritto nel registro dei santi della Chiesa ortodossa su approvazione del Santo Sinodo del Patriarcato Ecumenico.con questo rescritto:

“Oggi, martedì 13 gennaio 2015, si è riunita, sotto la presidenza di Sua Santità, il Santo Sinodo nella conferenza regolare concernente l’esame degli argomenti dell’ordine del giorno. Questo stesso Santo Sinodo: a) ha accettato all’unanimità, su relazione del Comitato Canonico e ha registrato nell’Elenco dei santi della Chiesa ortodossa il monaco Paisios Athonita;[…]. Patriarcato di Costantinopoli, 13 gennaio 2015”.

17 PDF: San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

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ORTHODOX HEART SITES

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17 PDF: San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

Fonte:

http://paisiosekklisaki.blogspot.com

Chiesa di Saint Paisios a Alexandroupoli, Grecia

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https://drive.google.com/open?id=0BzdlO0t7MOiXVERpWkZMSl9iam8
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Святой Тициан (St Titian) епископ Одерцо, Италия (+632) – день памяти, 16 января ╰⊰¸¸.•¨* Russian

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SAINTS OF MY HEART

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Святой Тициан (St Titian) епископ Одерцо, Италия (+632)

день памяти, 16 января

Святой Тициан родился в благородной семье в Гераклее (Eraclea), античном городе, расположенном в Венецианской лагуне. Его учителем был Флориан (Floriano), епископ Одерцо (Opitergium), который поставил святого сначала диаконом, потом — священником, и, наконец, назначил экономом епархии.

Благотвориательная деятельность святого Тициана сделала его известным в тех краях, и когда Флориан оставил свою кафедру, дабы удалиться в Равенну или в Пулу, вероятно, по причине так называемого Раскола трёх глав, Тициан был избран на его место ко всеобщей радости, вопреки его собственному нежеланию. Он окормлял тамошнюю паству на протяжении более чем тридцати лет.

Святой Тициан был известен своими набожностью и благочестивостью, даром предвидения, а также крайним неприятием арианства, впоследствии весьма распространённого среди лангобардского населения.

Считается, что святой Тициан отошёл ко Господу в Одерцо 16 января 632 года и был похоронен в городском соборе, не сохранившемся до наших дней. Тело святого было перенесено в собор города Сенеда (Ceneda), пригороде Витторио-Венето