Omelia sulla Natività del Signore – San Giovanni Crisostomo

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SAINT JOHN CHRYSOSTOM QUOTES

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Omelia sulla Natività del Signore

San Giovanni Crisostomo

PG 56, 385-394

Vedo uno strano paradossale mistero! Le mie orecchie risuonano dei canti dei pastori, ma i loro flauti non suonano una melliflua melodia, ma cantano con le labbra un inno celeste in totale pienezza.

Gli angeli inneggiano!
Gli Arcangeli uniscono le loro voci in armonia!
I Cherubini cantano la loro gioiosa lode!
I Serafini esaltano la sua gloria!

Tutti si riuniscono per lodare questa festa santa, vedendo la Divinità qui sulla terra, e l’uomo in cielo. Colui che è al di sopra dei cieli, ora per la nostra redenzione abita quaggiù, e colui che è stato umile è stato elevato dalla misericordia divina. Betlemme in questo giorno somiglia al cielo; invece di stelle ha ricevuto angeli, e al posto del sole, avvolge dentro di sé in ogni lato il Sole di giustizia. E non chiedetemi come: perché dove Dio vuole, l’ordine della natura si sottomette. Poiché Egli lo ha voluto, ne ha avuto il potere, è disceso, ha redento l’uomo; tutte le cose hanno cooperato con Lui a questo scopo. Oggi nasce Colui che eternamente è, e diviene ciò che non era. È Dio e diventa uomo! Diventa uomo senza smettere di essere Dio. Ancora, Egli è divenuto uomo senza alcuna perdita della divinità, e non è diventato Dio da uomo attraverso un Continua a leggere “Omelia sulla Natività del Signore – San Giovanni Crisostomo”

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Perché abbandonai la Chiesa Cattolica Romana La mia conversione all’Ortodossia╰⊰¸¸.•¨* San Martire Vescovo Paul Ballester Convalier in Messico dalla Spagna (Ex monaco Catolico)

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San Martire Vescovo Paul Ballester Convalier

in Messico dalla Spagna (Ex monaco Catolico)

╰⊰¸¸.•¨*

Perché abbandonai la Chiesa Cattolica Romana

La mia conversione all’Ortodossia

FONTE:

http://larpadidavide.blogspot.gr/2012/12/perche-abbandonai-la-chiesa-cattolica.html

http://larpadidavide.blogspot.gr/2012/12/perche-abbandonai-la-chiesa-cattolica.html

L’ ARPA DI DAVIDE

Una eccezionale testimonianza storica del cammino verso la riscoperta della Fede Ortodossa e delle difficoltà che tale scelta poteva implicare negli anni ’50 del secolo scorso. Lo propongo ai lettori esattamente come scritto nella copia in mio possesso. E’ un testo lungo, ma si legge con piacere.

* * * * *

Di Paul Fr. Ballester Convalier – Atene 1954. Traduzione dal greco dell’Archimandrita Benedictos Katsanevakis, Napoli – presso la chiesa dei SS. Pietro e Paolo dei nazionali Elleni, 1955.

Al nascente movimento ortodosso italiano dedico

Invece di premessa

Nell’ottobre dell’anno scorso 1954 è sorto a Catania ed a Firenze, promosso da Italiani di puro sangue, un movimento che mira non ad un Cattolicesimo riformato, ma addirittura ad un ritorno completo e sincero alle origini, cioè alla genuina Chiesa Cristiana esistente prima del funesto grande scisma tra Oriente ed Occidente consumato dal Papa Urbano II nell’anno 1098 nel Sinodo di Bari da lui ivi convocato. I pionieri di tale movimento hanno trovato tale Chiesa primitiva nella Chiesa Ortodossa Cristiana che è infatti l’unica genuina continuatrice della Chiesa fondata da Gesù Cristo e divulgata dai SS. Apostoli.

È molto commovente il fatto che proprio in quest’anno che è il novecentesimo dagli inizi dei primi aperti contrasti ecclesiastici tra Occidente e Oriente, che condussero poi all’anzidetta separazione definitiva dell’anno 1098, ha inizio con il movimento Ortodosso italiano in parola, il ritorno alla retta dottrina di Cristo dei popoli Occidentali trascinati allo scisma. Il detto movimento Ortodosso italiano, pur giovanissimo e recentissimo, conta già in Catania ed in Firenze due Vescovi, quattro presbiteri, un diacono e circa duecento aderenti e moltissimi simpatizzanti.

Ora, il molto Rev. Paul Fr. Ballester Convalier ex Frate Francescano in Spagna – ora Presbitero Ortodosso – abbandonò anch’egli il Cattolicesimo Romano e scrisse poi in greco un opuscolo intitolato “La mia conversione all’Ortodossia” in cui espone con molta chiarezza il dramma della sua anima a tale riguardo. Egli spirito studioso, occasionalmente veniva messo in seri dubbi circa la verità di alcune dottrine fondamentali della Chiesa Romana a cui apparteneva ed ha cercato sinceramente e ad ogni costo e sacrificio di arrivare al fondo della questione. Ed è riuscito a trovarne, da solo, l’uscita dal cieco vicolo in cui inconsciamente si trovava. Il dramma spirituale esposto dal Rev. Convalier è, senza dubbio, il dramma di numerosissime altre anime incapaci di trovare l’uscita dal cieco vicolo. Per venire incontro a tale stato e specialmente a tutti i simpatizzanti del suddetto «Movimento Ortodosso italiano» sentiamo il dovere di presentare in debita traduzione il su riferito documento del Rev. Convalier, sostituendo il titolo originale: “La mia conversione all’Ortodossia” con quello: “Perché abbandonai la Chiesa Cattolica Romana”, come più adatto al contenuto e come più comprensibile ai lettori in Italia. Siamo convinti che finché l’Europa Occidentale e Centrale non sarà rieducata alla retta fede cristiana, direi riortodossata, studi sì fatti non saranno mai inutili.

Infine ringrazio il mio carissimo figlio in Cristo Sig. Augusto Scrino dell’aiuto letterario prestatomi per la sollecita traduzione del presente.

Napoli, 25 Marzo 1955.

Festa dell’Annunziazione di M. V.

† Archimandrita Benedictos Katsanevakis

* * * * *

Due parole al lettore

Non è scopo di queste pagine una personale giustificazione della conversione dell’autore all’Ortodossia, ma esse, costituiscono una testimonianza apologetica, commovente e riconoscente della purezza della fede e dell’arditezza del suo insegnamento. L’originalità del presente studio, non consiste precisamente nel tema, per il quale sono già state scritte innumerevoli opere teoriche sotto ogni punto di vista ecclesiastico, ma nella maniera originale con cui esso viene svolto. Padre Ballester non si è Continua a leggere “Perché abbandonai la Chiesa Cattolica Romana La mia conversione all’Ortodossia╰⊰¸¸.•¨* San Martire Vescovo Paul Ballester Convalier in Messico dalla Spagna (Ex monaco Catolico)”

Video: Canto dei Monaci Ortodossi del Monte Athos, Grecia

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Canto dei Monaci Ortodossi del Monte Athos, Grecia

Cos’è il Natale? ╰⊰¸¸.•¨* Omelia sulla Natività del Signore San Giovanni Crisostomo

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Cos’è il Natale?

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Omelia sulla Natività del Signore

San Giovanni Crisostomo

PG 56, 385-394

Vedo uno strano paradossale mistero! Le mie orecchie risuonano dei canti dei pastori, ma i loro flauti non suonano una melliflua melodia, ma cantano con le labbra un inno celeste in totale pienezza.

Gli angeli inneggiano!
Gli Arcangeli uniscono le loro voci in armonia!
I Cherubini cantano la loro gioiosa lode!
I Serafini esaltano la sua gloria!

Tutti si riuniscono per lodare questa festa santa, vedendo la Divinità qui sulla terra, e l’uomo in cielo. Colui che è al di sopra dei cieli, ora per la nostra redenzione abita quaggiù, e colui che è stato umile è stato elevato dalla misericordia divina. Betlemme in questo giorno somiglia al cielo; invece di stelle ha ricevuto angeli, e al posto del sole, avvolge dentro di sé in ogni lato il Sole di giustizia. E non chiedetemi come: perché dove Dio vuole, l’ordine della natura si sottomette. Poiché Egli lo ha voluto, ne ha avuto il potere, è disceso, ha redento l’uomo; tutte le cose hanno cooperato con Lui a questo scopo. Oggi nasce Colui che eternamente è, e diviene ciò che non era. È Dio e diventa uomo! Diventa uomo senza smettere di essere Dio. Ancora, Egli è divenuto uomo senza alcuna perdita della divinità, e non è diventato Dio da uomo attraverso un Continua a leggere “Cos’è il Natale? ╰⊰¸¸.•¨* Omelia sulla Natività del Signore San Giovanni Crisostomo”

Cenni di storia dell’ortodossia dell’archimandrita Padre Placide Deseille, Francia

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Cenni di storia dell’ortodossia dell’archimandrita

Padre Placide Deseille, Francia

La Chiesa indivisa del primo millennio

I primi tre secoli della Chiesa sono stati contrassegnati da fatti importanti: la notevole espansione del cristianesimo nell’Impero romano, e la feroce persecuzione dei cristiani in determinati periodi, fino alla convenzione di Milano (313) con cui l’imperatore Costantino il Grande concedeva libertà di culto ai seguaci di Cristo.

Gli apostoli e i loro primi successori fondarono molte chiese nelle città principali dell’Impero romano. In ogni città c’era una comunità cristiana di base, presieduta da un vescovo che, nominato originariamente dagli apostoli, era aiutato da presbiteri e diaconi. Questo tipo di organizzazione dal triplo ministero già verso la fine del I secolo era ben consolidato; è quanto appare con chiarezza già dagli Atti degli Apostoli e se ne fa menzione nelle lettere scritte tra 95 e 98 da san Clemente vescovo di Roma e verso il 107 da Sant’Ignazio, vescovo di Antiochia, mentre si recava a Roma dove sarebbe stato Continua a leggere “Cenni di storia dell’ortodossia dell’archimandrita Padre Placide Deseille, Francia”

San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

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San Paisios del Monte Athos, Grecia (+1994)

 

San Paisios del Monte Athos (Farassa, 25 luglio 1924 – Souroti, 12 luglio 1994), particolarmente venerato in Grecia per la sua semplicità e le sue doti non comuni, è stato monaco del Monte Athos.

L’anziano Paisios del Monte Athos fu una notevole figura carismatica. Si chiamava Arsénios Eznepìdis e nacque a Farassa (in Cappadocia, oggi Feke nell’odierna Turchia) nel luglio del 1924. Il neonato Paisios, fu battezzato dal parroco del paese, un sacerdote monaco con fama di santità, Arsenio il Cappadoce. Gli diede il proprio nome. Dopo un poco la famiglia di padre Paisios, il parroco e tutto il paese lasciarono la turchia ed emigrarono in Grecia. Si stabilirono nell’isola di Corfù nella quale sant’Arsenio morì poco dopo. Da Corfù passarono a Igoumentista e da questa a Kontitsa. La loro grande povertà impedì al piccolo Arsenio di fare studi superiori. Già da piccolo si nota in lui una spiccata religiosità: amava isolarsi in preghiera nel bosco nel quale, racconta, aver avuto una visione di Cristo.

Terminato il suo servizio militare come marconista, nel 1950 spinto dal desiderio di divenire monaco si reca nel Monte Athos. Entra come novizio nel monastero di Esphigmenou. In seguito riceve il nome di postulante: Avérkios. Il 12 marzo 1956 lascia il monastero di Esphigmenou ed entra in quello di Philotheou, ed è qui che, pochi mesi dopo, prende la tonsura monastica col nome di Paisios. Il monaco aveva ardente desiderio di fare vita quasi eremitica, vivendo nel deserto dell’Athos ma ne fu impedito: “Una sera, mentre mi preparavo per partire per il deserto, improvvisamente mi aveva bloccato sul mio sgabello una forza invisibile. Quest’effetto duro per due ore. Pregavo versando lacrime quando sentii una voce: ‘Non andrai nel deserto, ma a Konitsa, dove ti aspettano gliuomini’. Dopodiché fui liberato. Dio mi mandava nel mondo”. Dall’agosto del 1958 padre Paisios sta nel monastero di Stomio, a Konitsa. Il 30 settembre 1962 padre Paisios lascia questo monastero, invitato dal vescovo-igumeno del monastero di santa Caterina sul Sinai. Laggiù rimase quasi un anno, non senza difficoltà, dal momento che il luogo gli causava notevoli problemi di salute.

Ritornò sull’Athos e, poco dopo, fu costretto a farsi operare. Gli asportarono una parte di un polmone. L’11 gennaio 1966 egli ricevette dalle mani del suo padre spirituale, papa Tichon, il grande schima monastico. Dal 12 agosto 1968, il padre, nonostante le sue precarie condizioni di salute, aiutò alcuni monaci a ristrutturare il monastero di Stavronikita.

Alla morte di papa Tichon, padre Paisios si ritirò a vivere nella sua cella senza abbandonare, però, Stavronikita. In seguito visse in una povera casetta non lontano dal monastero di Koutloumousiou dove riceveva continuamente molti pellegrini confortandoli e stimolandoli nelle virtù. Non di rado diversi tra loro testimoniavano avvenimenti miracolosi grazie alle preghiere dell’umile monaco.

Il 12 luglio 1994 il monaco morì, in seguito a complicazioni intervenute a causa di un’operazione al tumore diffuso in molte parti del suo corpo.

Un medico che lo operò testimoniò così: “Era la prima volta che vivevo a diretto contatto con un Anziano atonita e ne sono stato impressionato. La morte era per lui una redenzione; la considerava come un ponte che lo avrebbe aiutato a raggiungere Dio. L’esperienza che ho vissuto è qualcosa di molto commovente che non può essere descritto”.

Il corpo di padre Paisios è seppellito nel monastero di san Giovanni il Teologo a Sourotì, presso Salonicco, ed è meta di continui pellegrinaggi.

Il 13 gennaio 2015 padre Paisios è stato iscritto nel registro dei santi della Chiesa ortodossa su approvazione del Santo Sinodo del Patriarcato Ecumenico.con questo rescritto:

“Oggi, martedì 13 gennaio 2015, si è riunita, sotto la presidenza di Sua Santità, il Santo Sinodo nella conferenza regolare concernente l’esame degli argomenti dell’ordine del giorno. Questo stesso Santo Sinodo: a) ha accettato all’unanimità, su relazione del Comitato Canonico e ha registrato nell’Elenco dei santi della Chiesa ortodossa il monaco Paisios Athonita;[…]. Patriarcato di Costantinopoli, 13 gennaio 2015”.

Fonte:

Hiéromoine Isaac, L’Ancien Paissios de la Sainte Montagne, L’Age d’Homme, Lausanne 2008.

Video – Monache Ortodosse: I fiori di dio

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Monache ortodosse: I fiori di dio